non è affatto così!
Oggi i casi di analfabetismo totale sono pochi, per fortuna, ma esistono persone con seri problemi riguardo all'uso della propria lingua, persone che massacrano giornalmente la nostra grammatica e utilizzano sempre più un lessico generico o
inappropriato.
L'ANALFABETISMO porta con sè l'imbarazzo di non sentirsi mai pienamente all'altezza della situazione e il peso di non essere autosufficienti nella vita quotidiana.
In risposta a quei ragazzi che - quando, durante le lezioni, incontrano un termine nuovo o più ricercato - osservano "MA TANTO IO NON LO USO E MI CAPISCONO LO STESSO!", rispondo:
«OGNI PAROLA CHE NON IMPARATE OGGI
SARA' UN CALCIO IN C..LO CHE PRENDERETE DOMANI»
dalla fiction "O professore"
Una delle conseguenze più dirette della mancata padronanza della parola è il rischio di essere manipolati. Per esercitare un controllo su individui poco colti o completamente analfabeti basta infatti utilizzare parole a loro sconosciute o di difficile comprensione.
HA PIU' POTERE»
Se ne trova un esempio nei "Promessi Sposi", nelle pagine in cui Manzoni fa utilizzare un alto registro linguistico al Dottor Azzeccagarbugli o il latinorum a Don Abbondio, proprio con lo scopo di confondere il povero Renzo.
«CHI HA STUDIATO E SA PARLARE
SA FAR PROFUMARE ANCHE LA CACCA DEI PICCIONI»
P.S.: Scusate qualche parolina poco elegante, ... ma quanno ce vò ce vò!
Il padre: «Salvatore ascoltami. Tu il pomeriggio stai con me, lavori con me, ce ne andiamo in giro, però al mattino te ne devi andare a scuola».
Salvatore: «No a scuola mi secca».
Il padre: «Salvatore a scola è importante, Salvatore. Ci avissi pututu iri iù a scola. Tutto quello che si fa da grande si costruisce da bambino. Iù a scola non ci potti iri e per questo sono costretto a fare i lavori più umili e più faticosi, senza a sicurezza di purtari un pezzu di pani a casa»
Salvatore: «ma comu? »
Il padre: «Questa è la vita pi mia...».









